10
Set

Fotografie dalla Sicilia

   Posted by: M.   in I nostri viaggi, Sicilia 2011

Finalmente abbiamo tempo di pubblicare qualche fotografia del nostro recente viaggio in Sicilia: che magia e quanta nostalgia!

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18
Ago

Sicilia: sole, mare e tango

   Posted by: M.   in Video

Tornati dalle nostre splendide vacanze nella Sicilia Orientale e in attesa di postare le foto di questa splendida vacanza di seguito pubblichiamo i video di due straordinarie esibizioni al Catania Tango Festival 2011 delle coppie Gustavo Rosas y Gisela Natoli e Pablo Rodriguez y Noelia Hurtado! Splendidi come splendido è stato tutto il festival!

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Ancora qualche giorno e poi le foto!

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25
Apr

Torino Tango Festival!!!

   Posted by: M.   in Tango

Sabato sera abbiamo partecipato alla splendida serata di Gala del 11° International Tango Torino Festival allietata da una davvero straordinaria esibizione di Sebastian Arcè e Mariana Montes che trovate sotto.

Ringraziamo Marcela Guevara e Stefano Giudice per il gran lavoro che hanno fatto per darci ancora una volta questo splendido festival. 

Memorabile!!!!!

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Un altra bellissima serata di tango a Lobbi per PakyTango con l’esibizione di tango scenario sfrenato di Rojer Zalazar & Christina Sarioglou vincitori del Campionato Europe di Tango l’anno pssato a Torino.

Di seguito l’esibizione!

Buona visione!

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21
Mar

Mazen Kiwan e Daniela Piccinini in esibizione

   Posted by: M.   in Tango

Di seguito l’esibizione all’interno del loro tour europeo che la coppia Mazen Kiwan e Daniela Piccinini hanno effettuato presso la Polisportiva Lobbi (AL) per la rassegna PakyTango il 19 marzo 2011.

Bellissima esibizone come bellissima la protagonista!

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31
Dic

Felice 2011!

   Posted by: M.   in Altro, Tango

Un caro augurio di Buon Anno a tutti!

Con una delle più belle interpretazioni del grande Gavito!

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24
Dic

Buon Natale a tutti!!!!!

   Posted by: M.   in Altro

7
Dic

Desde el alma!!!

   Posted by: M.   in Tango

Il nostro brano preferito ballato superbamente da Gisela Galeassi e Gaspar Godoy, campioni mondiali di tango nel 2008!

Pura gioia per gli occhi!!!!

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27
Nov

Serata di tango benefico a Casale Monferrato

   Posted by: M.   in Tango

Tre video dello spettacolo che l’Associazione Tango Mio ha tenuto presso il Teatro Municipale di Casale Monferrato il 20 novembre 2010 in occasione della raccolta fondi per la cura contro il mesotelioma.

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Un ricordo per chi ha partecipato, un momento di divertimento per chi ha visto, un pensiero serio di tutti a chi sta male!

M. & C.

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Guillaume Tell

 

Melodramma tragico in quattro atti

Libretto di Étienne de Jouy et Hippolyte-Louis-Florent Bis

Musica di Gioachino Rossini

Personaggi e Interpreti

Mathilde - Eva Mei

Jenny - Martina Janková

Hedwige - Wiebke Lehmkuhl

Guillaume Tell - Michele Pertusi

Arnold - Antonino Siragusa

Gessler - Alfred Muff

Melchtal - Pavel Daniluk

Rodolphe - Andreas Winkler

Walter Furst - Reinhard Mayr

Leuthold - George Humphreys

Ruedi - Domenico Menini

Direttore - Gianluigi Gelmetti

Inszenierung - Adrian Marthaler

Bühnenbild - Jörg Zielinski, Adrian Marthaler

Kostüme -Marcel Keller

Lichtgestaltung - Elfried Roller

Orchester und Chor der Oper Zürich

 

Schweiz über Alles!

Siamo usciti storditi dalla nuova produzione di Guillaume Tell a Zurigo, storditi e rabbrividenti per una Konzept-regie fuori tempo massimo, la quale, portata all’estrema conseguenza, ha sostanzialmente distrutto uno dei capolavori sommi del melodramma di inizio ottocento. Scelte registiche bizzarre e inconcludenti, oltretutto tecnicamente ridicole, hanno condizionato gli interpreti in maniera radicale privandoli di un minimo di coerenza stilistica e di linguaggio, oltre a sfregiare la partitura stessa con infami tagli che mai, e lo sottolineo, si erano visti in un’opera che pure raramente senza tagli si è data. Ballabili, intere scene, concertati (con la ridicolaggine di due o più recitativi anche lunghi eseguiti di seguito, da far rabbrividire), riprese delle cabalette: tutto tagliato.

Tagli proobabilmente accettati a malincuore dal direttore, Gianluigi Gelmetti, che arrivato all’ultimo a sostituire il collega previsto ha salvato la produzione, accettandola però sic et simpliciter. Ottenere il male, facendo il bene, diremmo. Non che il famoso direttore italiano non abbia brillato ove poteva, soprattutto nell’accompagnamento delle parti solistiche, mantenendo però l’abitudine che ha caratterizzato tutte le sue direzioni negli ultimi anni, di variare anche sensibilmente i tempi anche all’interno dei singoli numeri musicali, quasi mai aiutando i solisti.

I quali, di fama, hanno fatto quello che potevano: buono ci è parso Antonino Siragusa, al debutto nel ruolo massacrante di Arnold. Risolto con aplomb persino sorprendente, in particolare nel duetto con Tell e nei due duetti con Mathilde, interpretati con grande precisione ritmica e dinamica e grande attenzione per la partitura. Acuti al solito sfavillanti e colore omogeneo in tutta la gamma. Solo al termine della cabaletta finale arrivava leggermente affaticato, sebbene il tempo assurdamente lento staccato da Gelmetti nel cantabile precedente non l’avesse certo aiutato. Prestazione in ogni caso convincente.

Meno buoni i risultati per Eva Mei, Mathilde, che sebbene abbia cantato con i soliti gusto e precisione si è dimostrata lontana dalla parte sia vocalmente (voce troppo piccola, soprattutto in centro e nei bassi) che interpretativamente (né compostezza neoclassica, né preludio al romanticismo). Una prestazione così compassata da farci dire che questo repertorio è probabilmente ancora lontano dal consentirle di ripetere i trionfi cui ci ha abituato.

Registicamente nè Arnold nè Mathilde non erano risolti, ma pareva che neppure il regista avesse provato ad affrontarli. Guillaume Tell, invece, ancora una volta il bravo Michele Pertusi, dall’idea base dell’azione veniva compromesso in maniera così pesante, che il cantante parmigiano, storico Tell a Pesaro, riusciva a esprimersi efficacemnete solo nell’aria (cantata veramente bene), mentre nel resto dell’opera pareva adattarsi di mal grado a quanto lo circondava con resa vocale necessariamente ridotta. La voce rimane comunque ancora solidissima e di gran volume, precisa negli accenti e convincente dal punto di vista stilistico.

Dal male al pessimo tutti gli altri, in particolare la Jankovà, che tante altre volte abbiamo apprezzato, nei panni di Jenny (Ruolo ovviamente non più en travesti, ma la figlia di Tell si chiama Jenny e l’intero libretto è modificato per consentire che un ruolo maschile cantanto da una donna ritorni ad essere femminile), il basso Alfred Muff, un’istituzione a Zurigo ma un inutilmente tonitruante Gessler e i due tenori, Andreas Winkler, terribile Rodolphe, e Domenico Menini calicchiante pescatore, o meglio spazzino.

A questo punto dobbiamo a malincuore parlare della produzione di Adrian Marthaler. Il regista parte dall’idea che la Svizzera oggi stia vivendo un periodo di relativo isolamento da conservarsi gelosamente. La scena si apriva dunque su una rappresentazione dei simboli nazionali (oro, cioccolato, coltellini, formaggio, ecc.) posti su una serie di balaustre, con uno spazzino che si aggirava raccogliendo le cartacce (ah le proverbiali strade pulite!) e una serie di attoniti personaggi i quali, nell’indifferenza dell’uomo medio, lottano contro le prevaricazioni dell’oppressore straniero, il quale è, incredibilemnte, la Comunità Europea con tanto di soldati e bandierine blu stellate. Lo stesso Tell non esiste, ma è un padre di famiglia borghese probabilmente progressista che con moglie e figlia (!) lotta perché il popolo si ribelli e mantenga la propria integrità ispirandosi ad un immaginario vate tutelare medievale con tanto di statua. Arnold e Mathilde sono due giovani di buona famiglia, innamorati che trovano la propria via nella vita regredendo all’infanzia: lei in vestito da scolaretta con tanto di basco rosso e calzettoni al ginocchio, lui che, dopo aver cantato la celeberrima aria del quarto atto, impugna una barchetta giocattolo per attraversare il lago ed abbracciarla. Lago che dovrebbe essere in tempesta, ma appare calmissimo. La balestra è un “puro prodotto svizzero”, certificato probabilmente, ma non lancia dardi, colpisce la mela nel terzo atto e uccide il (a questo punto povero) Gessler con la forza del simbolo. Quindi sciocchezze e ancora sciocchezze hanno massacrato la partitura fino al paradigmatico finale. Prima del celebre concertato un lunghissimo pedale in orchestra per dare il tempo che sparisca la proiezione sul sipario delle frasi fondanti dell’indipendenza svizzera; apertura del sipario su un palcoscenico vuoto in cui una Svizzera stilizzata, con tanto di bandiera bianco crociata, galleggia in un paesaggio stellare; gli interpreti che cantano nella prima fila di platea e il coro nelle gallerie dietro al pubblico che…è in festa e soddisfattissimo alla fine della recita.

Schweiz über Alles dunque! Per noi non particolari brividi, ma, dobbiamo ammetterlo, un po’ di pena.

 

                                                        Marco Cabrino

 

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